fiori che cadono
martedì 22 giugno 2010
mercoledì 16 giugno 2010
Tulipano
e serri in un amplesso il verde stel
il simbolo sei tu di quell'amore
che incauto muta e il cor lascia nel gel?
Se tale, improvvida, ti fè natura, sei degno, misero,
delle danze lascive e del fragor
che nell'harem s'avviva, e dell'impura
schiava che inneggia quando sbocci, o fior.
E t'amo, e intesserti vorrei al serto che adorna il candido
fronte delle figlie dell'amor, dei re;
ma se cerca, il pensier, che sa il tuo merto,
trono più bello troverà per te.
Ti bacio, e trepido sul bianco sen de la mia vergine
con ansia arcana ti vorrei sposar;
ma se interrogo il cor mesto e sereno
bramo più santo e più lucente altar.
L'altar che illumina la madre mia con la sua immagine
irradiata da divin fulgor,
dove piango, ove prego e m'india
l'anima tutta in quell'immenso amor.
Eugenio Boselli
tulipano = onestà
martedì 15 giugno 2010
Agave
Il Linguaggio dei fiori
Scopriamo qual'è il fiore o la pianta più adatti a descrivere il sentimento che vogliamo esprimere.
Pianta succulenta originaria dell'America centro-meridionale, molto ben adattata ai climi mediterranei; è molto conoscitua soprattutto per la particolarità di fiorire un'unica volta, appena prima della morte. Infatti le piante adulte producono un lungo fusto cilindrico, che porta numerosi fiori campanulati, di medie dimensioni, dopo di che disseccano. Si possono utilizzare in grandi mazzi di fiori, più spesso si regala l'intera pianta. Questo fusto rigido ed imponente, con i numerosi fiori, prende il significato di sicurezza, che sia essa in amicizia, in amore o negli affari; un amato che riceve in dono un'agave può essere certo che l'amore è sicuro e fermo, fino al termine estremo.
Agave = amicizia
sabato 12 giugno 2010
Rosa Noisettiana
Ricordo d'amore
Quando nelle mie mani irrigidite
terrò serrato al petto il Crocifisso,
e gli occhi, fra le palpebre avvizzite,
immobili staranno a un punto fisso,
e il sudor freddo di mie membra smorte
t'annunzierà che son vicino a morte,
in quell'ora tristissima e suprema
deponimi sul funebre lenzuolo
di vaga Rosa un fior, come l'emblema
d'amor che vince la sventura e il duolo,
e pria che mi si meni al Camposanto,
bacia la Rosa e aspergila di pianto.
Non voglio né la Thea, né la Banksiana,
ma quella che rammenta il nostro amore;
pensa che fu una Rosa Noisettiana
che ti donai quando t'aspersi il core,
ed è quella Rosa, o Gilda cara,
che deve far men tetra la mia bara.
Poi quando la campana della sera
coi tocchi lenti per melanconia
ti chiamerà sul labbro la preghiera
ribacia ancor la Rosellina mia,
e vedrai, col pensiero, a te da lato
aleggiare il mio spirito innamorato.
Se un giorno, avvolta in lugubre mantello,
il colle a San Miniato ascenderai,
e lacrimosa sul deserto avello
con pia man quella Rosa deporrai,
vedrai il mio spirto trarre in ciel quel fiore
come il ricordo d'un eterno amore.
Pietro Gori
Rosa noisettiana = ricordo d'amore
venerdì 11 giugno 2010
Calycantus
Fiore del verno
Mentre ogni altro a lui vicino
langue e muore sotto il gelo,
solo un fior del mio giardino
si dischiude sullo stelo:
questo fior, caro a tanto,
l'han chiamato Calicanto.
Ne' dì lieti quando il sole
vita suscita e colori,
e s'allegrano le ajuole
nel profumo de' lor fiori,
al tepor che lo feconda
ei non dà che qualche fronda.
Ma al redir del verno, allora...
Oh, miracolo gentile!
Cade il verde, ed ei s'infiora
quasi fosse nell'aprile;
or chi piange l'altra spoglia
s'ei dà un fior per ogni foglia?
Non hai d'uopo di cultura,
non t'offende il gelo, il vento:
qual chi trae dalla sventura
e la vita e l'alimento,
tu così, sui rami ignudi
sotto il vento e il gel ti schiudi.
La tua tinta gialla e nera
è pur squallida, è pur mesta;
mi ricorda una bandiera
troppo agl'itali funesta...
Ma poiché sì dolce odori,
io perdono a' tuoi colori.
Mi ha narrato ch'ogni fiore
un'istoria in sé racchiude
di speranza o di dolore
di vendetta o di virtude;
e la musa d'un cortese
già più d'una me n'apprese.
Ma del fior devoto al verno
è l'istoria a me un arcano;
ne' suoi stami non la scerno;
nello stel la cerco invano;
la richiedo a lui talvolta,
ma non parla e non m'ascolta.
Perché in mezzo al gel s'infiora?
Perché forte è mesto è tanto?
Dove nacque, e come odora?
Perché il chiaman Calicanto?
Chi narrarmelo saprà
de' suoi fior un serto avrà.
Erminia Fuà-Fusinato
Calycantus
aiuta ad aiutare le sfide della vita,
porta luce nei momenti bui dell’esistenza
quando ci si sente soli e abbandonati da tutti,
protegge dalle energie negative
venerdì 4 giugno 2010
Girasole
Il Linguaggio dei fiori
Scopriamo qual'è il fiore o la pianta più adatti a descrivere il sentimento che vogliamo esprimere
Il girasole è un fiore che ha origini antiche: nell’America settentrionale sono stati trovati resti di questo fiore che risalgono a tremila anni prima di Cristo. Gli Indiani d’America lo consideravano una pianta sacra in quanto consentiva all’uomo di farne molteplici usi. In Perù è l’emblema del Dio Sole. E’ dal Perù che il girasole venne per la prima volta importato in Europa.
Il girasole fu apprezzato dal Re Luigi XIV, il Re Sole e durante l’età vittoriana, in Gran Bretagna, venne disegnato su stoffe, inciso nel legno, forgiato nei metalli; Oscar Wilde volle il girasole come simbolo del movimento estetico che lui stesso aveva fondato.
In Italia, poeti come Eugenio Montale e Gabriele D’Annunzio hanno elogiato il girasole nei propri versi.
Nelle opere di Van Gogh la presenza del fiore è ricorrente.
girasole = allegria e orgoglio.
da: web
mercoledì 2 giugno 2010
Arancio
Il Linguaggio dei fiori
Scopriamo qual'è il fiore o la pianta più adatti a descrivere il sentimento che vogliamo esprimere
Il suo Paese d’origine è la Cina; sembra che, fin dal dodicesimo secolo, un carico di frutti partisse all’inizio di ogni annoda Pechino diretto ad uno dei templi di Foochow per celebrare sacrifici agli dei. L’offerta di arance il primo giorno dell’anno significava augurio di felicità, prosperità e abbondanza.
Nei paesi di religione cattolica, l’arancio assume un duplice valore: i frutti e i fiori da un lato sono considerati simbolo di purezza e generosità, dall’altro se associati alla Madonna diventano l’emblema del peccato originale.
Le streghe di tutta l’Europa indicavano l’arancio come il cuore delle loro vittime.
Risale ai tempi delle crociate l’usanza di impiegare i fiori d’arancio per addobbare gli abiti delle spose. I cavalieri orientali li regalavano il giorno delle nozze alla propria sposa; le tradizioni saracene attribuiscono ai fiori d’arancio valore di fecondità.

arancio = abbondanza e purezza
da: web
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