fiori che cadono

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giovedì 17 novembre 2011

La parabola del ranocchio sordo


C'era una volta una gara di ranocchi.
obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro.



Cominciò la gara.
In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo:
"Che pena!!! Non ce la faranno mai!".



I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima.
La gente continuava:
"...Che pena!!! Non ce la faranno mai!".



E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere.
Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima.



Gli altri volevano sapere come avesse fatto.
Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere la prova.



E scoprirono che... era sordo!



...Non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative... derubano le migliori speranze del tuo cuore!
Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi.
Per cui, preoccupati di essere sempre positivo!



Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni.


(fonte non specificata)

domenica 11 aprile 2010

Discrezione

Una discrezione che ha le sue ragioni
«Se non ci fosse oscurità, l’uomo non sentirebbe la sua miseria; se non ci fosse luce non spererebbe salvezza». Oltretutto «la fede è una cosa così grande che è giusto che coloro che non vogliono prendersi la pena di cercarla ne siano privati». Dunque, «c’è abbastanza luce per chi vuole credere, ma abbastanza buio per chi non vuole credere». Sembra che Dio non voglia “salvare” l’uomo senza l’uomo. (...) Forse, egli ha lasciato intravedere di sé solo quanto basta perché dalla fede in lui l’uomo sia spinto a occuparsi dell’uomo
perché non sia abbagliato dal cielo al punto da disinteressarsi della terra». Nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la libertà dell’altro, osserva ancora la Weil. La discrezione di Dio che non sfolgora maestoso sembra un omaggio alla libertà dell’uomo, la salvaguardia suprema della facoltà che gli è data di scegliere il suo destino. Un Dio nascosto è il solo che possa instaurare con gli uomini un rapporto di libertà e non di necessità.
Il diritto di cittadinanza che il cristianesimo dà quindi all’ateismo, questa accettazione del nascondimento divino, può rivelare insospettate profondità. Il confronto con le altre concezioni religiose le mostra anche qui insufficienti, proprio perché si ostinano a negare la realtà del Dio nascosto.
Guitton: «Per i cristiani, Dio è necessariamente discreto. Ha posto un’apparenza di probabilità nei dubbi che investono la sua esistenza. Si è avvolto di ombre per rendere la fede più appassionata e, senza dubbio, anche per aver ildiritto di perdonare il nostro rifiuto. Occorre che la soluzione contraria alla fede conservi una sua verosimiglianza per lasciare completa libertà di azione alla sua misericordia».
Vittorio Messori
Ipotesi su Gesù

Capelvenere (felce)=discrezione

giovedì 8 aprile 2010

Persistenza

Ci sono dei momenti nella nostra vita che ci troviamo ad un bivio. Impauriti, confusi, senza una meta. Le scelte che facciamo in questi momenti possono segnare il resto della nostra vita. É certo che quando si è di fronte all’ignoto, la maggior parte di noi preferisce far retromarcia e tornare indietro. Ma occasionalmente, le persone ti fanno pressione per qualcosa di meglio. Qualcosa aldilà del dolore di dover continuare da soli. E aldilà del valore e del coraggio che ci porta a far entrare qualcuno. O di dare un’altra possibilità a qualcuno. Qualcosa aldilà della calma persistenza di un sogno. Perché è solo quando ti metti alla prova…che scopri chi sei veramente. Ed è solo quando ti metti alla prova che scopri chi puoi essere. La persona che vuoi essere, esiste. Da qualche parte sull’altro lato del duro lavoro, della fede, credenza…ed oltre l’angoscia e la paura di quello che ci aspetta più avanti.
Dal telefilm “One Tree Hill”
da: web

Cactus= persistenza

martedì 2 marzo 2010

Raffinatezza

Un mercante inviò suo figlio a imparare il Segreto della Felicità con il piú saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo camminò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un bel castello, in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.
Invece di incontrare un sant’uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala e vide un’attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, persone che chiacchieravano in tutti gli angoli, una piccola orchestra che suonava dolci melodie; e poi c’era una ricca tavola imbandita con i piú deliziosi piatti di quella regione del mondo.
Il Saggio conversava con tutti, e il ragazzo dovette aspettare due ore perché arrivasse il suo turno di essere ricevuto.
Con molta pazienza, il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita del ragazzo, ma gli disse che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il Segreto della Felicità.
Gli suggerí di fare una passeggiata nel suo palazzo e di tornare dopo due ore.
- Tuttavia, desidero chiederti un favore – concluse, consegnando al ragazzo un cucchiaino da té, nel quale versò due gocce di olio. – Mentre camminerai, porta questo cucchiaino senza versare l’olio.
Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, tenendo sempre gli occhi fissi sul cucchiaino. Trascorse le due ore, tornò al cospetto del Saggio.
- Allora – domandò il Saggio – hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto il giardino che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?
Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto nulla. La sua unica preoccupazione era non rovesciare le gocce di olio che il Saggio gli aveva affidato.
- Allora torna indietro e conosci le meraviglie del mio mondo – disse il Saggio. – Non puoi confidare in un uomo se non conosci la sua casa.
Adesso piú tranquillo, il ragazzo prese il cucchiaino e tornò a passeggiare per il palazzo, questa volta prestando attenzione a tutte le opere d’arte che pendevano dal soffitto e dalle pareti. Ammirò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d’arte era collocata al giusto posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferí dettagliatamente tutto ciò che aveva visto.
- Ma dove sono le due gocce di olio che ti ho affidato? – domandò il Saggio.
Guardando il cucchiaino, il ragazzo si rese conto che le aveva versate.
- Ebbene, questo è l’unico consiglio che ho da darti – disse il piú Saggio dei Saggi. – Il segreto della felicità sta nel guardare tutte le meraviglie del mondo e non dimenticarsi mai delle due gocce di olio nel cucchiaino.
Paulo Coelho


Calla = raffinatezza

giovedì 25 febbraio 2010

La Sorpresa



Giovanna e Rodolfo erano molto giovani quando si accorsero che fra di loro stava nascendo qualcosa di diverso della semplice amicizia che durava fin da quando erano piccoli. Però non potevano impegnarsi anche perché non potevano frequentarsi con una certa scadenza.
Lui viveva a Torino e lei ad Ancona. Lui doveva studiare per laurearsi mentre lei doveva viaggiare parecchio per motivi di lavoro.
Perciò decisero di comune accordo di non impegnarsi subito promettendosi però di scriversi e se per caso uno di loro si fosse innamorato o innamorata di un’altra persona non si doveva sentire obbligato a rinunciare e la loro amicizia sarebbe rimasta sempre viva.
Passarono gli anni, ogni tanto cercavano di incontrarsi ma spesso stavano anche un anno senza vedersi. La corrispondenza però diventava sempre più fitta e sempre più intima. Per lei è stato un periodo a volte felice ed a volte triste anche perchè aveva delle amicizie che la consigliavano di non illudersi perché tanto lui non l’avrebbe mai sposata.
Nel frattempo anche le famiglie si conobbero e si frequentarono spesso. Lui si laureò e trovò subito un impiego.
Al seguente compleanno di lei le due famiglie si riunirono per festeggiarla e come ogni anno andarono a pranzo sempre nel solito ristorante.
Tutto proseguiva normale e verso la fine del pranzo Rodolfo prese dalla tasca un piccolo involucro e chiedendo il permesso al papà di Giovanna lo aprì e lo mise davanti a lei. Lei stava golosamente gustandosi la sua parte di torta e nel vedersi davanti l’anello di fidanzamento fu tanta la SORPRESA che non capì più niente e restò sempre con un dubbio:”Che fine avesse fatto quel pezzo di torta che stava mettendo tanto avidamente in bocca”.
Dopo un paio d’anni si sposarono lasciando le malelingue con un palmo di naso.
Bignonia = La sorpresa